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La comunità alloggio che (ancora?) non c’è…

Pubblichiamo una lettera inviataci dai familiari degli ospiti del Centro Diurno Disabili S. Eugenio.

Ci sono figli che diventeranno adulti ma non diventeranno mai autonomi. Ci sono figli i cui problemi non permettono loro una vita familiare “classica”. Ci sono figli con genitori sempre più anziani e l’eterna domanda davanti a sé: “e dopo di noi?”. Ci sono figli portatori di handicap. Sono i nostri figli.
Siamo i familiari degli ospiti del Centro Diurno S. Eugenio. Ci sono anche risposte per le nostre situazioni familiari. Una di queste è la comunità-alloggio:

COS’E’ UNA COMUNITA’ ALLOGGIO?
La comunità alloggio handicap (CAH) è una struttura residenziale, con massimo 10 posti letto, rivolta a persone non più in grado di vivere, per svariati motivi, nel proprio ambiente familiare. La CAH è un ambiente strutturato, ricco e stimolante, all’interno del quale gli educatori creano un ambiente caldo, ricco di legami validi e duraturi.
Una possibile “casa” per i nostri figli, che riempia l’impossibilità del quotidiano o l’incertezza di quel famigerato “dopo di noi”.
Una struttura che, concretamente, significhi non abbandonare i nostri figli in strutture asettiche, permettendo loro di continuare a vivere nel proprio territorio, conservando le proprie amicizie ed abitudini: di giorno al centro diurno S.Eugenio, poi a “casa”.
Una “casa” alla cui ricerca siamo da anni.

CRONISTORIA DI UNA LUNGA STRADA, TRACCIATA IN CONCOREZZO
27 anni fa: dall’idea di un gruppo di volontari e dalla disponibilità della parrocchia nasce il Centro Diurno S. Eugenio, risposta alle famiglie di ragazzi disabili usciti dalla scuola dell’obbligo. Il centro diurno S. Eugenio è aperto dal lunedì al venerdì, dalle h. 9.00 alle h. 16.00; ospita attualmente 19 utenti (i nostri familiari) seguiti da 9 educatori e numerosi volontari.
10 anni fa: Il “dopo di noi” si fa sempre più angosciante. Le forti preoccupazioni spingono alla ricerca di soluzioni: si fa strada l’idea di una comunità-alloggio. Ed ecco ha inizio un lungo percorso:
- Con l’amministrazione di allora: si iniziano tentativi di progetti, tutti naufragati. Tempo d’attesa. Poi l’associazione volontariato S. Eugenio decide di farsene carico personalmente.
- Nasce un progetto che prevede la realizzazione della comunità-alloggio sui terreni del S. Eugenio stesso. Tempo d’attesa. Possibilità poi accantonata per problemi logistici.
- Nuova opportunità: la parrocchia offre la struttura del vecchio oratorio femminile; parte un nuovo progetto. Tempo d’attesa e poi finalmente:
- settembre 2007: presentazione ufficiale del progetto in occasione della festa dell’oratorio maschile: si parla di inizio lavori a breve. Gli anni di attesa sembrano finalmente finiti!
- oggi: novità spiazzante. La parrocchia propone all’amministrazione comunale uno scambio: cessione dell’area dell’ex oratorio femminile in cambio dell’area di Villa Teruzzi (attualmente Residenza sanitaria Assistita-RSA). Se la proposta andrà in porto nei terreni dell’oratorio femminile dovrebbe sorgere una nuova RSA, con più posti letto, mentre in una parte (ancora imprecisata) di villa Teruzzi nascerebbe invece la comunità-alloggio.

COSA SIGNIFICA PER NOI?
- significa abbandono di un progetto valido che era già stato presentato ufficialmente con conseguente inevitabile prolungarsi dei tempi (quando i tempi erano già maturi!)
Saranno infatti necessari i seguenti passaggi:
1) demolizione completa oratorio femminile
2) costruzione nuova RSA
3) trasferimento anziani Villa Teruzzi - nuova RSA
4) adeguamento della struttura di Villa Teruzzi secondo i parametri necessari per la comunità-alloggio;
- significa ulteriore e inaspettata incertezza circa il futuro;
- significa frustrazione: prolungarsi dei tempi non comporta solo tempi di progettazione e costruzione più lunghi; comporta, anche e soprattutto, figli più adulti e genitori più anziani;
- significa dubbio: che i nostri figli vengano “dopo altro”, che il loro benessere non sia prioritario.
E’ chiaro che per noi famiglie - e per una Comunità cittadina - è necessario, nel pensare alla realizzazione della comunità-alloggio, avere come punto fermo e prioritario il bene dei futuri ospiti della struttura.
Ecco quindi il motivo di questo volantino: informare i cittadini di Concorezzo che, al suo interno, c’è una piccola comunità di persone preoccupate per il proprio futuro familiare e da anni impegnate nel tentativo di assicurare un posto ai propri familiari con disabilità. Ora di nuovo al punto di partenza. Sempre in attesa, 10 anni fa come oggi. Solo, molto più stanchi ed anziani.

Le famiglie degli ospiti del CDD S.Eugenio

Per chiunque fosse interessato a questo progetto, l’invito è a partecipare all’incontro con noi familiari GIOVEDI’ 18 MARZO, h. 17.00, presso il Centro diurno S.Eugenio (piazza S.Eugenio 1).

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Il gruppo LULE di Concorezzo vi invita ad una ‘Cena di Strada’

invitoluleSabato 20 marzo alle ore 20 presso l’oratorio S. Luigi (via Manzoni 27), il gruppo LULE di Concorezzo, da anni impegnato a favore del sostegno e della salvaguardia delle vittime di tratta e prostituzione, organizza una cena a base di piatti romeni, nigeriani ed italiani per promuovere il suo operato. L’evento (intitolato ‘Cena di Strada’) sarà aperto a tutti e il ricavato (offerta libera) verrà interamente devoluto a sostegno dell’attività del gruppo. Per chiunque fosse interessato a partecipare alleghiamo il volantino della serata e ricordiamo di prenotare entro il 16 marzo dando il proprio nominativo a Paola (tel.: 3881765043) o Elisabetta (tel.: 3383704626).

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